Giornale del 13 Dicembre 2016

Gastronomia e natura, gli asset della Nuova Caledonia

DESTINAZIONI

13-12-2016 NUMERO: Giornale Online

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L’Ente del Turismo della Nuova Caledonia ha presentato le strategie per lo sviluppo turistico dell’arcipelago, situato nell’area sud-occidentale dell’Oceano Pacifico, che deve il nome a James Cook, il navigatore scozzese che lo scoprì nel 1773 e gli diede il nome latino della sua patria.

 

Si tratta di una destinazione lontana, fuori dalle solite rotte, che offre un’ampia e diversificata offerta turistica ideale soprattutto per gli amanti della natura, con oltre 3000 specie endemiche animali e vegetali.


L’isola principale è Grande Terre, con terra rossa e piante preistoriche nel sud e fitte foreste di grandi felci nel nord. La sua laguna è la più grande del mondo, nonché Patrimonio dell’Umanità dal 2008. La capitale è Nouméa, città circondata da spiagge e isolotti. Da non perdere il Centro Culturale Jean Marie Tjibaou, progettato da Renzo Piano e dedicato alla cultura Kanak. E poi l’Isola dei Pini con piante alte fino a 30 metri e le Isole della Lealtà con le intatte tradizioni, i miti e le leggende dei Kanak.

«Tutte queste caratteristiche ci hanno permesso di crescere con risultati soddisfacenti – ha dichiarato Barbara Mauro, rappresentante per l’Italia dell’Ente del Turismo – Sono stati 1.104 gli italiani che hanno visitato la Nuova Caledonia negli ultimi sette anni, con un incremento di oltre il 64%. Quest'anno puntiamo su un target differente, sugli amanti della cucina. Un aspetto molto interessante del Paese studiato dallo chef Mirko Ronzoni. È attiva anche la promo "La ricetta dell'amore", dedicata a tutte le coppie che amano stare dietro i fornelli».

 

«La destinazione – ha aggiunto Luisa Fornara, sales supervisor Italy, Interplanet Gsa di Aircalin – fino a poco tempo fa era utilizzata solo come estensione mare dall’Australia. Ora, invece, l’aeroporto di Nouméa è raggiungibile dall’Italia, sia da Roma che da Milano, con un solo scalo in Giappone (Tokyo o Osaka). Il mercato italiano è il secondo in Europa dopo quello francese».
 

Dorina Landi

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