Giornale del 29 Novembre 2016

Battesimo del mare per Msc Seaside.

Vago: «Così trainiamo la blue economy»

NAVIGARE

29-11-2016 NUMERO: Giornale Online

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Seaside, la “nave che segue il sole” di Msc Crociere, in costruzione nei cantieri di Fincantieri a Monfalcone, ha avuto il suo battesimo del mare nella tradizionale float out ceremony: il bacino di carenaggio viene allagato e la nave, una volta che va in galleggiamento, viene spostata in banchina, dove proseguirà la fase finale della sua costruzione con l’allestimento degli spazi interni e delle cabine.

 

Lunga 323 metri e con una stazza lorda di 154mila tonnellate, Msc Seaside potrà ospitare 5.179 ospiti. Si tratta infatti della nave da crociera più grande mai realizzata in Italia e la prima delle due gemelle di nuova generazione che entreranno in servizio tra giugno e dicembre 2017 – più una terza in opzione – la cui costruzione è stata affidata a Fincantieri, erede della grande tradizione della cantieristica italiana.

 

Pierfrancesco Vago, executive chairman di Msc Crociere, intervenuto alla cerimonia, ha un moto di orgoglio tutto italiano: «Abbiamo immaginato questa nave insieme a Fincantieri e l’impatto che questo genere di progetti ha sull’economia del nostro Paese e sulla blue economy è decisamente forte. Compresa la costruzione delle nuove navi, si stima infatti che la ricaduta economica totale generata in Italia nel 2016 da tutto il Gruppo Msc sarà pari a circa 5 miliardi di euro, ovvero più del 4% della produzione della blue economy in Italia. E la cui ricaduta diretta e indiretta oggi vale circa 123 miliardi di euro».


L’economia del mare crea occupazione


Lo scorso anno Msc Crociere ha dichiarato di aver portato sulle coste italiane 2 milioni e 800mila turisti da tutto il mondo. Numeri che sottolineano l’importanza concreta della blue economy sul sistema Italia, come ha sottolineato Vago, che ha poi proseguito: «L’economia del mare genera risultati tangibili e posti di lavoro, soprattutto tra i giovani e le donne, perché è un’economia reale, che ha raggiunto nel 2015 in Italia 43 miliardi di euro, rappresentando un 3,5-4% del Pil nazionale. Il progetto Seaside rientra nel piano industriale da 9 miliardi varato dalla compagnia, che prevede la costruzione di 11 navi, che entreranno in servizio fra il 2017 e il 2026. In termini occupazionali rappresenta circa 29mila unità di lavoro complessive, oltre ai circa 9mila dipendenti diretti».

 

L’investimento per la realizzazione di Seaside è pari a 700 milioni di euro e ha visto coinvolte oltre 2mila persone al mese tra maestranze dirette e indirette di Fincantieri, che operano da maggio 2014 e che proseguiranno almeno fino al 2018 per la realizzazione della seconda nave di classe Seaside, Msc Seaview, cui si devono aggiungere altre 1.300 unità nei mesi di picco. Con l’impiego di oltre 10 milioni di ore di lavoro, Fincantieri consegnerà alla compagnia un vero e proprio gioiello interamente ispirato allo stile Mediterraneo. Un sodalizio quello tra Msc Crociere e Fincantieri di lunga data, che riguarda anche gli interventi di manutenzione e refitting sulle navi della flotta e il Programma Rinascimento, impresa ingegneristica del valore di 200 milioni di euro, compiuta nello stabilimento Fincantieri di Palermo, per l’allungamento di 4 navi già in servizio.

Seaside, orgoglio italiano


Tra un anno esatto, il 30 novembre 2017, Seaside salperà da Trieste alla volta di Miami, dove verrà impiegata nelle acque calde dei Caraibi per servire il mercato americano. Si tratta di una nave che stravolge le regole delle tradizionali tecniche navali, con tre passerelle dai pavimenti in cristallo da cui si avrà la sensazione di “camminare” sull’oceano, ampie vetrate che affacciano sulle promenade e un arredamento curato nei minimi particolari. Avrà due piscine con ascensori verticali, che ricordano i condomini sulle spiagge californiane, uno spazio aperto a 360 gradi e il 73% della cabine con balcone e stanze comunicanti per ospitare famiglie fino a 10 persone.

 

«Vedere questa nave prendere forma – ha affermato Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri – ha un valore non soltanto simbolico per il Gruppo che guido, e per me personalmente. Abbiamo acquisito l’ordine per costruirla, insieme a una gemella, nel 2014, a cavallo tra una crisi senza precedenti e un’esplosione del mercato altrettanto straordinaria. Abbiamo riposto grandi ambizioni per questa commessa, impegnandoci per dare all’armatore un prodotto all’avanguardia, capace di incontrare la sua visione della crociera moderna. Esserci riusciti con un progetto prototipo così riconoscibile, col quale ribadiamo la leadership commerciale e tecnologica nel settore, ci rende doppiamente fieri del risultato».

Msc guarda avanti

Ambizione, innovazione e crescita. Questi dunque gli asset vincenti per Msc Crociere, un marchio ormai consolidato e apprezzato dal mercato, come ha confermato Gianni Onorato, ceo della compagnia. «Chiuderemo il 2016 con un aumento della capacità del 5%, piena occupazione delle navi e un incoraggiante incremento dei prezzi – ha dichiarato – Per il 2017 già intravediamo un 5-6 in punti percentuali di occupazione e risultati positivi anche lato prezzi. Ma il settore crocieristico in Europa è ancora lontano dai numeri del mercato americano. Oggi siamo sotto il 2%, mentre dall’altra parte dell’Oceano sono al 4%. Dati che ci garantiscono un ampio margine di crescita e maturazione. E Seaside è il primo step verso quella direzione. La nave è caratterizzata da un design innovativo, che consente di portare l’ospite e il mare più vicini. Un’innovazione che abbiamo portato anche nella ristorazione a bordo e nell’intrattenimento. Inoltre, la tecnologia Samsung permette tra i passeggeri una connessione costante».

 

La fiducia e il coinvolgimento del gruppo Msc in questo progetto sono palpabili. Tanto che Onorato ci conferma il contributo diretto nella costruzione della nave da parte dell’armatore Aponte. Restano i progetti Msc in Cina, una seconda nave è attesa per il 2018, e in Medio Oriente, «un mercato che ci sta dando ottime soddisfazioni, vista la domanda crescente per questo genere di vacanza, anche da parte del mercato locale».

Silvia Pigozzo

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