Giornale del 28 Novembre 2016

Shopping Tourism, in Italia

i top spender restano i russi

TENDENZE

28-11-2016 NUMERO: Giornale Online

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È partito da Venezia “Shopping Tourism”, il forum italiano dedicato al turismo dello shopping, ideato e organizzato da Risposte Turismo, società di ricerca e consulenza a servizio dell’industria turistica. Quella della città lagunare, tenutasi nella cornice del palazzo della Regione Veneto, è stata un’anteprima dedicata all’incontro tra operatori per favorire il networking e la conoscenza reciproca, e al contempo l’occasione per presentare i risultati principali di un’indagine sul segmento condotta nelle città di Milano, Firenze e Venezia.

 

A questo primo incontro, il prossimo autunno seguirà l’avvio ufficiale del format, con il fine di creare un forum itinerante in Italia per far conoscere e coordinare le numerose realtà che sono interessate a una forma di turismo per cui lo shopping sia la prima leva motivazionale del viaggio. «Abbiamo ideato un forum – ha spiegato Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo – che vuole essere un punto di riferimento per tutti i soggetti che ruotano intorno a un fenomeno in forte crescita e dalle grandi potenzialità anche per il nostro Paese». Dell’importanza e della costante crescita del fenomeno si sono dimostrati consci i player invitati come relatori alla tavola rotonda di Venezia. Dopo l’intervento introduttivo di Gianni Bastianelli, direttore esecutivo dell’Enit, la parola è passata a manager e operatori che stanno contribuendo a sviluppare e far radicare lo shopping tourism in Italia con operazioni e progetti. Come il Fontego dei Tedeschi, nuovo department store inaugurato da poco proprio nel capoluogo veneto, sorto dopo un restauro in un palazzo storico della città, e in una posizione strategica, che a detta di Mauro Acquati, direttore Travel industry marketing di Dfs Italia (divisione del colosso mondiale Lvmh), «lavora in armonia con gli altri esercenti cittadini, per essere parte integrante e integrata di una destinazione già notissima al pubblico internazionale, grazie ai suoi spazi per eventi culturali, ai luoghi dedicati all’enogastronomia, e alla parte gift dove è impressa soprattutto l’offerta made in Italy».

 

Oppure Eataly Fico, che aprirà tra settembre e ottobre 2017, e mira a essere un concentrato di eccellenze italiane in un unico sito. «Lo sforzo – ha detto Tiziana Primori, amministratore delegato di Fico Eataly World – è dimostrare che la vera competizione non è tra le diverse aree del nostro Paese, ma tra l’Italia e le altre destinazioni europee. Ecco perché per noi sarà di fondamentale importanza riuscire a intercettare i flussi turistici internazionali caratterizzati dalla propensione all’acquisto di eccellenze italiane». Non mancano poi gli eventi come il Vogue Fashion’s Night Out che punta a promuovere la moda italiana nel mondo, fungendo da attrattore per il turismo legato allo shopping; le azioni di supporto alla clientela come quella svolta da Global Blue Italia che vuole sviluppare nuove alleanze con i punti vendita e i principali marchi del lusso per ottimizzare l’informazione al cliente-turista che spesso non conosce l’utilizzo del Tax Free. Senza dimenticare che gli outlet in giro per l’Italia cavalcano per primi le tendenze dello shopping tourism e hanno cominciato ad attrarre consumatori dall’estero dotandosi di veri dipartimenti del turismo che stanno cambiando la faccia dei villaggi trasformandoli da realtà retail a vere e proprie destinazioni turistiche. «È l’evoluzione dell’outlet – ha spiegato Marina Giuliano, tourism and key marketing di projects McArthurGlen – che, oltre a curare il cliente locale, cerca di attrarre quello internazionale, puntando a un equilibrio tra le due tipologie di acquirenti».

 

Il business potenziale che il segmento riesce a muovere è stato ben calcolato dai risultati emersi dalla ricerca “Shopping tourism monitor” condotta nelle città di Milano, Firenze e Venezia, a cura di Risposte Turismo. Dai 1.500 questionari sottoposti a turisti italiani e stranieri si è visto come, relativamente alle spese per lo shopping, la media quota pro capite giornaliera si attesta sui 43 euro (rispettivamente 33 euro, Firenze, 23 a Venezia e 74 a Milano). Questa cifra, considerando gli oltre 13 milioni di turisti giunti nel 2015 nelle tre città oggetto dell’indagine, porterebbe a stimare in oltre 1,4 miliardi di euro il business creato dal turismo dello shopping, di cui 860 milioni a Milano, 300 a Firenze e 240 a Venezia. Al primo posto, tra i prodotti acquistati, c’è l’abbigliamento (46%). A seguire i souvenir (40%), quindi una terza voce formata da accessori, gioielli, pelletteria (23%). La ricerca ha evidenziato inoltre che quasi due turisti su dieci viaggiano o hanno viaggiato almeno una volta con motivazione prevalente lo shopping e come più di un turista su quattro cerchi luoghi dove fare acquisti prima di scegliere la destinazione turistica da visitare. In cima alla classifica dei top spender troviamo i russi, seguiti da brasiliani e giapponesi.

Matteo Peschiuta

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