Giornale del 24 Novembre 2016

Sabre, l'agente del futuro

tra realtà virtuale e ancillary

GDS

24-11-2016 NUMERO: Giornale Online

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«Crea esperienze, non itinerari». Il logo sulle magliette – rigorosamente rosse, come le scarpe – che il team di Sabre indossa nel corso di EnVision di Milano, l'evento milanese che il gds dedica da tre anni a scoprire gli ultimi trend del mondo dei viaggi, la dice lunga su quali sono le prospettive dell'industria del travel nel prossimo futuro.

 

«Le cose che vi racconto rappresentano per la maggior parte già il presente», avverte subito dal palco Marco Benincasa, country director Italy di Sabre, che in un suo immaginario viaggio nel futuro racconta di come la tecnologia ha già cambiato le regole del gioco.

 

«Personalizzazione e velocità di acquisto sono i due driver su cui lavoriamo», prosegue il manager che, uno dopo l'altro, snocciola una serie di numeri relativi su tutto ciò che Internet e IT producono: 2,7 milioni di video visti su YouTube ogni minuto; 203mila dollari fatturati da Amazon, sempre ogni 60 secondi; 1.300 corse effettuate da Uber; e poi, sempre nello stesso lasso di tempo, 2mila viaggi processati da Sabre stessa.

 

Per non parlare della diffusione del mobile, se è vero che per ogni bambino nato nel mondo, vengono attivati quattro smartphone. Numeri che fanno un po' paura, se si pensa che entro il 2030 ci saranno 1 miliardo di viaggiatori aggiuntivi, per i quali parole come big data, smart tag (un'azienda tedesca ha da poco lanciato sul mercato un sistema per riconoscere l'etichetta del bagaglio ed effettuarne così il check-in online), inspirational shopping non avranno più segreti.

 

E non è tutto, perché secondo una survey di Sabre, il 67% di rispondenti dichiara di volere avere a disposizione strumenti di virtual reality entro il 2023. Insomma, a dare retta ai numeri presentati a EnVision, sembra proprio che siamo agli inizi di una rivoluzione su come intendere il viaggio.

 

A cominciare dall'enorme massa di dati che compagnie aeree e gds hanno a disposizione. «Negli ultimi due anni abbiamo prodotto più dati che nel resto della storia dell'umanità», avverte Antonella Vecchio, vp online land&sea Emea di Sabre. E adesso è venuto il momento di processarli per capire cosa vuole il cliente e cosa deve fare l'agente di viaggi.

 

«Il 39% dei viaggiatori italiani – prosegue Benincasa – pensa che le agenzie debbano fornire loro informazioni attinenti al loro stile di vita, più che informazioni sulle destinazioni. Ma soprattutto, ben il 62% ritiene che l'agenzia debba permettere al viaggiatore di acquistare direttamente parti aggiuntive del viaggio».

 

Se non è certo questo l'inizio della fine dei pacchetti all-inclusive, di certo un segnale lo è. Anche perché già oggi, per restare al mondo dei vettori aerei, il 67% dei passeggeri è disposto ad acquistare ancillary, il tutto per un valore complessivo da 60 miliardi di dollari.

 

Risultato: «Stiamo passando da un mondo legato al pnr a un mondo centrato sul cliente e sul suo profilo», come sottolinea Alessandro Ciancimino, vp supplier Emea di Sabre. E in questo contesto, quale sarà il ruolo di un gds? «Dobbiamo mettere a disposizione delle agenzie proprio le cose di cui il cliente ha bisogno e che vuole, per evitare che se le cerchi da solo», è la risposta di Antonella Vecchio. Perché, in un'epoca in cui i cambiamenti sono così veloci, «trovare i clienti è difficile, ma la parte di loyalty successiva lo è ancora di più».

Giorgio Maggi

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