Giornale del 21 Novembre 2016

Halldis: «Flat tax e sostituti

d'imposta per gli affitti brevi»

ATTUALITA'

21-11-2016 NUMERO: Giornale Online

Invia
Sostituti d’imposta e flat tax. Sono questi i pilastri della proposta lanciata da Halldis per regolamentare le nuove forme di ospitalità alla prova del referendum costituzionale del 4 dicembre e della manovra finanziaria che il governo Renzi sta redigendo in queste settimane.

Secondo la società italiana di affitti temporanei, la soluzione poggia su alcuni punti chiave: uniformare la regolamentazione a livello nazionale e semplificare la normativa fiscale, sia introducendo la flat tax nelle locazioni a uso turistico, sia facendo diventare i gestori professionali sostituti d’imposta.
Così rilancia Halldis, che gestisce oltre 1600 proprietà in 25 località europee, in vista del referendum costituzionale del 4 dicembre che tra i suoi punti prevede di togliere alle Regioni alcune competenze come il turismo, attribuendolo allo Stato. 


In questi gironi, inoltre, ha tenuto banco il dibattito sull’emendamento in Legge di Bilancio che contempla una cedolare secca del 21% sugli affitti brevi, in riferimento al caso di Airbnb, “che ha modelli di business differenti da operatori professionali come Halldis che fanno del contrasto del nero una loro priorità”, sottolinea la nota dell’azienda.


Aldilà del risultato del referendum, inoltre, Halldis sostiene che il contesto legislativo andrà comunque rivisto, perché se la normativa del turismo cambia da regione a regione, la normativa fiscale è di carattere nazionale. Ma queste leggi, secondo l’azienda di affitti temporanei, contengono vuoti legislativi che favoriscono il nero “che riguarderebbe il 75% delle proprietà affittate per uso turistico. La normativa prevede due tipologie: una per le locazioni per cui è prevista la cedolare secca (21%), l’altro per le strutture extralberghiere ossia le case vacanza. Non è prevista la locazione a uso turistico, per cui il riferimento è il Codice civile e se la proprietà è gestita da un operatore professionale non vale la cedolare secca”, sottolinea la nota.


«Il vuoto legislativo – afferma Alberto Melgrati, amministratore delegato di Halldis – ha paradossalmente creato delle opportunità, e insieme a Internet ha assecondato il fenomeno della disintermediazione, ma tale tendenza è sfuggita di mano, determinando una non sana competizione con gli alberghi e favorendo il nero. Il referendum costituzionale che intende accentrare a livello statale le competenze sul turismo è un’opportunità perché è uno stimolo a uniformare la normativa. Anche la questione fiscale è decisiva: si definisca già dalla Legge di Bilancio 2017 una flat tax per tutte le tipologie di proprietà e per tutti i tipi di gestione».


«Le locazioni a uso turistico – spiega Vincenzo Cella, consigliere delegato di Halldis e uno dei soci fondatori di Property Managers Italia, neonata associazione di operatori professionali negli affitti brevi in Italia – possono essere il volano del turismo e quindi dell’economia del Paese. La normativa deve assecondare clienti e proprietari che chiedono professionalità, un modello di gestione e promozione manageriale che garantisca flessibilità, deleghi sotto tutti i punti di vista al gestore la relazione col cliente finale, imponga la tracciabilità dei pagamenti e renda trasparenti tutti gli aspetti legati alla sicurezza e agli elementi assicurativi. Come Halldis siamo soci fondatori di Property Managers Italia e vogliamo contribuire ad aumentare la qualità del servizio e di far diventare tutti i canali distributori e i gestori professionali come Halldis dei sostituti d’imposta per eliminare ogni dubbio sul pagamento delle tasse da parte dei proprietari».
 


Ultimi articoli in ATTUALITA'