Giornale del 05 Settembre 2016

Fondi di garanzia, le risposte degli esperti

ATTUALITA'

05-09-2016 NUMERO: Giornale Online

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La pausa estiva non ha interrotto l’invio in redazione delle domande di adv e operatori sulle problematiche legate ai fondi di garanzia privati: dalle modalità per i risarcimenti agli alti tassi richiesti per beneficiare delle adeguate coperture. Ai quesiti sollevati dai nostri lettori hanno prontamente risposto alcuni degli esperti e consulenti delle varie associazioni e assicurazioni, che hanno già predisposto una soluzione contro il rischio di fallimento e insolvenza, e che sono stati ospiti all’Open forum organizzato a luglio, a Roma, da L’Agenzia di Viaggi.

 

1. La garanzia richiesta dalla modifica all'articolo 50 del Codice sul commercio è prevista per chi organizza pacchetti di viaggio (tour operator) oppure per le agenzie che formano da sole pacchetti trasporto+hotel?


Michele Cossa (Borghini e Cossa) e Christian Garrone (I4T)

«La ragione per cui un pacchetto organizzato dal tour operator e venduto dall’agenzia deve essere assicurato da entrambi è che, in verità, il rischio per il passeggero è duplice. È più semplice fare questo esempio: se un passeggero versa oggi il saldo di 1.000 euro all'adv per la prenotazione di un pacchetto del t.o. con partenza il 24 di settembre, corre il rischio di perdere i suoi soldi sia se l'agenzia diventa insolvente o fallisce prima di versare i soldi all'operatore (che non avendo ricevuto il saldo non farà partire il passeggero), sia se – una volta che l'adv ha correttamente versato i soldi al t.o. – sia quest’ultimo a diventare insolvente o a fallire prima della partenza. Questi due rischi sono coperti da due polizze/fondi distinti: quella dell'adv (lato intermediazione) e quella del t.o. (lato tour operating)».


Francesco Sottosanti (FTO) e Gabriele Milani (Fondo Vacanze Felici)

«L’obbligo di garanzia da insolvenza e/o fallimento è previsto sia per l’organizzatore che per l’intermediario. Quindi l’agenzia intermediaria deve avere la medesima garanzia anche per i pacchetti di t.o. che vende al proprio cliente. Il motivo è abbastanza logico: il cliente deve essere tutelato sia in caso di insolvenza/fallimento dell’organizzatore t.o. che dell’adv con la quale ha sottoscritto il contratto di acquisto che potrebbe incassare il valore del pacchetto senza pagare il t.o.».


Fulvio Avataneo (Aiav)
«La garanzia copre il “possesso del denaro” nel momento in cui si verifica l’insolvenza o il fallimento: quando il cliente prenota in agenzia un pacchetto di un qualsiasi t.o., versa un acconto che l’adv custodisce. Lo stesso avviene per il saldo, che viene ugualmente incassato dall’adv e custodito fino al momento in cui lo stesso non lo versa al t.o. Fino a quel momento, il denaro del cliente è nelle mani dell’agente di viaggi, che ha quindi obbligo di prestare garanzia. Dal momento in cui l’agente effettua il saldo, entra in gioco la tutela fornita dal t.o.».

2. Alcune proposte prevedono che il risarcimento sia erogato solo dopo l'accertamento dell'insolvenza da parte del Tribunale, che potrebbe avvenire a distanza di anni (minimo quattro). Questo vuol dire che non sarà mai riconosciuto alcun rimborso e la polizza non varrà nulla, arricchendo la compagnia o il fondo assicurativo.


Fulvio Avataneo (Aiav)
«Il legislatore ha inteso quale stato di insolvenza "l'impossibilità, anche solo momentanea, di soddisfare le obbligazioni assunte con la sottoscrizione del contratto”. In questo modo, l'insolvenza è scollegata da quella che spesso è la sua conseguenza, ovvero il fallimento. In pratica, un concetto di insolvenza molto più ampio rispetto a quello previsto dalla Legge Fallimentare, coniato ad hoc per dare soddisfazione al consumatore».


Federico Lucarelli (Fiavet)
«Non è il caso di Fogar, il fondo di garanzia allestito da Fiavet, che prevede in conformità alla norma di legge l'operatività della polizza anche all'avverarsi dello stato di insolvenza, che è stato definito e circoscritto in polizza secondo i criteri indicati dalla Legge Fallimentare».


3. A fronte dell'obbligo di munirsi di polizza, la legge non prevede esplicitamente il rimborso del 2% per la RCT che la compagnia assicurativa versava al ministero, nonostante l'abrogazione del comma che lo imponeva. Non solo, ma alcune continueranno a incassarla dalle agenzie fino a quando non ci sarà una specifica disposizione ministeriale. Se la legge lo ha previsto, senza alcun rinvio a circolari, perché si dovrà continuare a versare una tassa non dovuta?


Michele Cossa (Borghini e Cossa) e Christian Garrone (I4T)
«Il tema è formalmente corretto ed è, in assenza di chiare disposizioni normative, senz’altro ancora aperto; sarà nostra cura tenerlo ben in considerazione con le compagnie di sssicurazioni con cui collaboriamo. Ricordiamoci tuttavia che si tratta del 4% (era il 2% fino al 2013) del premio imponibile e nella Responsabilità Civile le tasse impattano per il 22,25%; ciò vuol dire che, anche volendo considerare un premio lordo di 700 euro l’anno (molte agenzie di viaggio pagano meno di questa somma), l’impatto è di soli 22,90 euro l’anno».

 

Francesco Sottosanti (FTO) e Gabriele Milani (Fondo Vacanze Felici)
«Prima di tutto, il “prelievo” ministeriale dalle polizze RC era stato da tempo elevato al 4%. Il ministero, avendo abolito l’articolo 51 della legge in vigore che prevedeva la gestione centralizzata del Fondo di Garanzia, dovrebbe aver cessato di richiedere tale importo alle compagnie di assicurazione dallo scorso 1° luglio. Sta ad ogni singolo soggetto giuridico richiedere alla propria compagnia di assicurazione uno “sconto” del 4% sulla propria polizza RC. Per quanto riguarda gli eventuali fondi attivi residui in cassa al Fondo Ministeriale, fonti ufficiali hanno già comunicato a tutte le associazioni di categoria che non ci saranno partite attive».


Federico Lucarelli (Fiavet)
«L' articolo 51 del Codice del Turismo, che prevedeva l'obbligo delle compagnie assicuratrici della RC di versare al Fondo Nazionale di Garanzia il 4%, è stato abrogato dal 30 giugno scorso: non sarà quindi più possibile che la norma venga ancora eseguita. Per il rimborso del versato nel 2016 Fiavet ha già fatto istanza la Mibact per conoscere le intenzioni sul suo utilizzo e si è riservata ogni iniziativa a riguardo anche nei confronti della gestione liquidatoria del FNG».


4. Alcune proposte prevedono che l'assicurazione o il fondo di garanzia provveda al pagamento delle spese sostenute dai clienti ma, potendo poi insinuarsi nell'eventuale fallimento per avere il totale rimborso di quanto pagato. In pratica l'assicurazione, con la polizza, mette le mani avanti per avere il premio dall'agenzia e dal t.o., ma poi chiederà anche il rimborso dal Tribunale Fallimentare. Di fatto prende i soldi due volte?


Francesco Sottosanti (FTO) e Gabriele Milani (Fondo Vacanze Felici)
«Nel caso del Fondo di garanzia rappresenterebbe un tentativo di recuperare quanto pagato ai clienti, che potrebbe essere superiore a quanto versato nel tempo dalla singola agenzia/t.o. con le quote annue. In ogni caso è la logica del mercato che consente a chi presta “garanzia” di cercare di recuperare quanto erogato da chi non ha rispettato i propri impegni con il cliente, ma è anche improbabile che un’assicurazione o un fondo siano in grado di recuperare alcunché essendo creditori non privilegiati».


Federico Lucarelli (Fiavet)
«È assolutamente normale che il garante subentri nei diritti verso il soggetto garantito. Se l'assicurazione paga, ha diritto di insinuarsi nel passivo fallimentare».


5. I tassi richiesti alle agenzia per questa copertura si aggiungono alle altre garanzie previste dallo Stato e dalle Regioni per la RCT verso i passeggeri. Non è possibile un'estensione delle coperture con un minor tasso? Ovvero, bisogna necessariamente fare 2 polizze diverse: una per la Responsabilità Civile e l'altra contro il fallimento?


Michele Cossa (Borghini & Cossa) e Christian Garrone (I4T)

«Le coperture Responsabilità Civile e Fallimento/Insolvenza, anche se entrambe obbligatorie per legge, sono molto diverse fra loro e, in generale, prevedono una diversa applicazione del premio. Tuttavia, sulla carta, nulla vieterebbe che una medesima compagnia di assicurazioni che voglia offrire entrambe le garanzie decida di mettere a punto un prodotto unico. Ma oggi non è così».


Francesco Sottosanti (FTO) e Gabriele Milani (Fondo Vacanze Felici)
«Le normative europee e nazionali prevedono regolamenti e condizioni diverse per specifiche tutele al cliente finale. Nel caso della modifica dell’articolo 50 e della soppressione dell’articolo 51 ci riferiamo alla sola normativa italiana e l’obbligo di legge non cambia. Cambiano solamente gli strumenti obbligatori di tutela che passano da pubblici a privati. Sino ad oggi nessuno strumento privato (fondo o assicurazione) ha proposto una formula cumulativa di copertura rischi».


Nota: In questa prima sessione abbiamo inserito i pareri degli esperti che ci hanno risposto in tempo utile. Chi vorrà intervenire nel dibattito online, può ancora farlo e sarà ospitato in un nuovo tandem "domande-risposte" sui fondi di garanzia. 

Andrea Lovelock

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