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Il 'cronometro' di Franceschini:

«Entro fine estate il Piano per il Turismo»

ATTUALITA'

02-12-2015 NUMERO: 35

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Dario Franceschini

Entro l’estate partirà la fase operativa del Piano Strategico per il Turismo: lo ha annunciato il ministro del Mibact, Dario Franceschini, intervenuto all’incontro dell’Osservatorio Parlamentare per il Turismo dedicato alle risorse per il settore da qui al 2020.

 

Il ministro ha già definito la tabella di marcia: in febbraio si riunirà il Comitato Permanente per il Turismo ed entro aprile si terrà una ‘tre giorni’ di serrato e costruttivo confronto con tutti gli attori della filiera per dibattere il nuovo Piano Strategico per il Turismo che dovrà partire entro la fine dell’estate.

 

Scattato, dunque, il cronometro personale di Franceschini che ha già individuato delle priorità che saranno passaggi-chiave del Piano Strategico: si parte dalla digitalizzazione per toccare poi la mobilità sul territorio e, a tal proposito, il ministro ha espresso l’auspicio che «in tempi brevi si realizzi l’Alta Velocità anche in Sicilia – a Palermo e Catania – e in tutta la Puglia, fino a Taranto, con una connettività efficiente con aeroporti e strade per consentire l'intermodalità che ogni viaggiatore richiede».

 

Altri passaggi salienti del Piano Strategico saranno un'efficace azione dell’Enit condivisa con le regioni, grazie anche a un budget aggiuntivo di 10 milioni di euro già stanziato al quale dovrebbe seguire pure un auspicabile intervento economico delle regioni.

 

Franceschini ha poi ricordato che la promozione dovrà essere mirata su target precisi e basata sull’equilibrio tra regioni e imprese private. Alle dichiarazioni del ministro hanno fatto eco gli interventi dei sindacati d’impresa: Marco Michielli, vicepresidente di Confturismo, si è soffermato sulle due tipologie di risorse che necessita il settore, quelle economiche per la promozione finora spese male, che potrebbero arrivare a 60 milioni di euro se solo ogni regione erogasse a favore dell’Enit 1 euro per ogni suo abitante, e le risorse di ‘buona volontà’ della politica per aiutare a fare impresa con un deciso snellimento della burocrazia.

 

Una impostazione condivisa da Claudio Albonetti, presidente di Assoturismo, che ha rincarato la dose ricordando che «ad oggi gli adempimenti burocratici costano alle imprese qualcosa come 31 miliardi di euro l’anno e che la pressione fiscale è arrivata a sfiorare il tetto del 70%. La ridottissima redditività delle imprese turistiche è una emergenza che non va sottovalutata e che occorre salvaguardare fin dalla prossima legge di stabilità con adeguate misure e incentivi».

 

Lavorare subito e bene sugli investimenti e l’organizzazione nel turismo, sono state invece le priorità evidenziate da Renzo Iorio, presidente di Federturismo perché «il settore deve creare valore e attrattiva per il futuro occupazionale dei giovani. Siamo pronti a dare il nostro contributo al Piano Strategico purchè vengano focalizzate bene le cose da fare e imporsi una tempistica».

 

A margine c’è poi stato il saluto del nuovo direttore generale per il Turismo, Francesco Palumbo, che ha sottolineato come «individuati almeno tutti i territori italiani ad alta attrattiva turistica, bisognerà lavorare intorno alle loro eccellenze ed attivare specifiche politiche organizzative e promozionali per ognuno di essi. Solo così potremo indirizzare bene la nostra offerta turistica complessiva. Eppoi l’Enit dovrà individuare le parole-chiave per la promozione all’estero, mirando sui target fortemente redditizi».

 

Al termine dell’incontro Pietro Abrignani, presidente dell’Osservatorio Parlamentare per il Turismo ha ribadito che il turismo è settore strategico per il sistema-paese e che va inserito nella politica industriale del futuro per assicurare al paese un pieno rilancio economico.

Andrea Lovelock

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