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Il Mediterraneo non tradisce

Speciale BMT

25-03-2015 NUMERO: 8

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RCCL - Allure of the SeasÈ un’industria in buona salute, quella delle navi. Lo dimostrano le compagnie che continuano a investire. Non si stancano di ripeterlo gli esperti, dall’Itb di Berlino al Seatrade Cruise Shipping di Miami, impegnati a individuare nuovi target per lo shipping. E lo confermano i dati, in particolare quelli di Risposte Turismo, che per quest’anno prevede un incremento del 5,4% del traffico nei porti italiani con 10,9 milioni di passeggeri e 4.566 toccate (-2,3%).

Super navi per l’estate 2015
«Il Mediterraneo torna a crescere», commenta Francesco di Cesare, presidente della società di ricerca e consulenza che ogni anno organizza l’Italian Cruise Day. Tutto merito delle «scelte di deployment» dei colossi del mare. Primo tra tutti Royal Caribbean che da maggio a ottobre schiera Allure of the Seas (nella foto), la nave più grande del mondo, che imbarcherà a Civitavecchia e toccherà regolarmente Napoli e La Spezia. «È un prodotto speciale con prezzi normali», sottolinea Gianni Rotondo, direttore generale di RCL Italia, che rilancia la promozione: sette notti da 750 euro per chi prenota fino al 6 aprile. Presidia il mare nostrum Msc Crociere con navi come Divina e Magnifica; e Costa con la sua Mediterranea che quest’anno programma un’overnight a Trieste.


Nello Speciale Crociere 2015 Risposte Turismo stila anche la classifica dei principali porti italiani: al primo posto c’è Civitavecchia con 2,3 milioni di passeggeri (+9,6%) e 806 toccate nave (-3,1%); sul secondo gradino Venezia con 1,5 milioni di pax (-10%) e 498 toccate (+2%); medaglia di bronzo per Napoli con 1,2 milioni di passeggeri movimentati (+7,7%) e 430 toccate (+7,8%).


«Quello delle crociere – sottolinea di Cesare – è un settore particolarmente dinamico, che si modifica in continuazione e incassa record su record. Nel 2014 i passeggeri in Italia erano diminuiti dell’8,2%, adesso siamo in piena ripresa. Ora bisogna riflettere e agire per consolidare i risultati nei prossimi anni, consentendo e giustificando nuovi investimenti sul fronte delle compagnie e dei porti».

Ma il nodo Venezia frena il mercato
Direttamente da Miami, dove si è appena concluso il Seatrade Cruise Shipping con 1.000 espositori e 11mila partecipanti, arrivano anche le stime di Cemar Agency Network. Previsioni corrette al ribasso: il mercato crocieristico in Italia – calcola l’agenzia – guadagnerà nel 2015 il 2,82%, con un traffico di 10.369.000 passeggeri. Le navi schierate nelle acque italiane saranno in tutto 151 rispetto alle 145 dello scorso anno (+4,13%), mentre i porti interessati saranno 79 invece che 70.


«Quella che si apre è una stagione molto interessante per il mercato crocieristico nel Mar Mediterraneo – dichiara Sergio Senesi, presidente di Cemar – Il prezzo del bunker è ai minimi storici, mentre il rafforzamento del dollaro sull’euro consentirà di risparmiare circa il 20% sui servizi portuali e a terra e favorirà l’afflusso di crocieristi dalla Gran Bretagna e dagli Stati Uniti. La speranza è che proprio l’euro debole sia un motivo in più perché le compagnie americane affidino ai cantieri italiani la costruzionedi nuove unità».


Sempre secondo Senesi, «nel 2015 l’incremento del traffico crocieristico avrebbe potuto essere ancora più forte, ma l’autolimitazione della dimensione delle navi su Venezia ha rallentato l’intero mercato. La burocrazia italiana continua purtroppo a scoraggiare tanti armatori: Venezia è il caso più eclatante, ma anche Portofino ha diverse problematiche legate al punto di fonda, ancora irrisolte dopo mesi di incontri tra le Autorità».

La creazione del terzo polo
Intanto, nel mondo, si va verso la creazione del terzo polo delle crociere: si tratta di Genting Hong Kong (Ghk), che si affianca a Carnival e Royal Caribbean. La holding con sede a Hong Kong, che già controlla Star Cruises, ha acquisito il 25% di Norwegian Cruise Line.


Le aggregazioni, come ricorda Il Sole 24 Ore, sono state uno dei temi più dibattuti al Seatrade di Miami. Per Rotondo di RCCL, «il futuro va nella direzione di razionalizzare». È dello stesso parere Neil Palomba, neo direttore generale di Costa Crociere, secondo cui «si razionalizzano le risorse per essere sempre più competitivi a livello globale».


La pensa in modo diverso Gianni Onorato, amministratore delegato di MSC Crociere, compagnia del gruppo Aponte: «Le joint venture – dice – sono il modo più veloce per restare competitivi di fronte alla globalizzazione dei mercati, tuttavia con queste operazioni si rischia di perdere la propria identità. Perciò Msc ha scelto di non percorrere questa strada: vuole mantenere un’identità forte e riconoscibile. Siamo infatti l’unica grande compagnia ad essere mono-brand, europea e non quotata in borsa».
 

Seatrade Cruise Shipping: conquistare i Millennial? «Missione impossibile»

Al Seatrade Cruise Shipping Miami si è parlato anche dei nuovi target, e di come conquistarli: in particolare gli under 35, i cosiddetti Millennial. Una «missione quasi impossibile», per Francesco di Cesare, secondo cui «le crociere restano un prodotto di grande fascino dai viaggi di nozze in poi, ma di scarso appeal per i più giovani».


Focus anche sull’Europa, dove le crociere sono cresciute del 43%, mentre gli altri settori turistici perdevano punti per la crisi. Nel 2013 il Vecchio Continente ha totalizzato la cifra record di 6,4 milioni di crocieristi europei e un milione da Oltreoceano. Nella sessione Will China Transform Cruising? si è discusso, invece, del potenziale reale del gigante asiatico nell’industria delle crociere tra Australia, Oceania e isole del Pacifico.

Roberta Rianna

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