Giornale del 19 Gennaio 2015

Tassa di soggiorno a Roma: albergatori contro l’aumento

OSPITALITA'

19-01-2015 NUMERO: Giornale Online

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Colosseo - RomaL’annuncio di un nuovo rialzo della tassa di soggiorno a Roma ha provocato la prevedibile, durissima reazione delle associazioni degli albergatori.

 

In una nota ufficiale, Giorgio Palmucci, presidente dell’Associazione Italiana Confindustria alberghi, dichiara: «La delibera del 30 dicembre scorso, con cui la Giunta capitolina aumenta ulteriormente a 10 euro al giorno per persona l’imposta di soggiorno per gli alberghi a 5 stelle, ci lascia veramente sconcertati. Si tratta di una scelta che, ancora una volta, non tiene conto delle dinamiche del mercato turistico, che pure potrebbe costituire un importante chiave di sviluppo e occupazione per la città».

 

Palmucci ricorda che – non a caso – i principali competitor non applicano l’imposta di soggiorno (Londra, Madrid), oppure, quando lo fanno, si attestano su livelli molto più contenuti (Parigi 1,50 euro). «Viene naturale chiedersi quali servizi la città di Roma metta a disposizione dei turisti per giustificare un prelievo forzoso di queste dimensioni – incalza il presidente – Non c’è dubbio che una scelta del genere non potrà non avere ripercussioni negative sulle imprese, ma anche sull’immagine stessa della città. Un prezzo molto alto da pagare, che i supposti incassi derivanti da questo aumento sarebbero ben lontani dal compensare».

 

Anche Federalberghi Roma, attraverso le parole del presidente Giuseppe Roscioli, reagisce con assoluta contrarietà alla possibiltà di un nuovo aumento della tassa di soggiorno. «A quattro mesi dall’avvenuto raddoppio del contributo di soggiorno, è folle anche solo ipotizzarne un nuovo aumento, figuriamoci inserirlo in un progetto di bilancio di Roma Capitale», sostiene Roscioli.

 

«In un frangente storico che, in seguito agli attentati di Parigi, fa registrare per Roma un’autentica inchiodata delle nuove prenotazioni, portare da sette a 10 euro il contributo nei 5 stelle significherebbe strozzare un segmento già in sofferenza, in una città ormai già percepita dal mercato internazionale come destinazione low cost a causa del calo dei prezzi da noi praticato per combattere la crisi».

 

Secondo Roscioli, questo aumento potrebbe escludere «dal nostro territorio gli unici turisti con forte capacità di spesa in termini di indotto commerciale senza portare alcun reale beneficio alle casse di Roma Capitale, visto che in città i 5 stelle sono in tutto 29».

 

Federalberghi si dichiara pronta a tutte le iniziative di contrasto necessarie per tutelare la categoria.

 

Critiche giungono anche da Asshotel Roma Confesercenti, il cui presidente Anna Crispino definisce «cieca e sorda» l’Amministrazione capitolina: «Più di una volta abbiamo detto che il contributo va ridotto non aumentato. Non siamo più competitivi. Oggi un 4 stelle svende le camere a 40 euro al giorno. I 5 stelle su Roma sono circa una trentina, cosa pensa d’incassare Marino?».
www.alberghiconfindustria.it - www.federalberghiroma.it


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