Giornale del 15 Gennaio 2015

Enit in stallo: cortocircuito Renzi-Franceschini

ITALIA

15-01-2015 NUMERO: Giornale Online

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Cristiano Radaelli ENITDietro lo stallo dell’Enit ci sarebbe una sostanziale disparità di vedute tra il premier Renzi e il ministro del Mibact Franceschini. Quest’ultimo ha avallato il progetto di riforma che il commissario Crisitano Radaelli (nella foto) ha diligentemente predisposto e presentato a fine 2014, secondo i termini che gli erano stati concessi, ma Renzi vorrebbe dare un’impronta più decisa alla riforma prefigurando un connubio virtuoso Enit-ICE in tutti i mercati esteri che contano, tale da rivoluzionare il concetto di promozione turistica legandolo indissolubilmente al “made in Italy” dei vari settori produttivi dove il sistema-Paese esprime eccellenze.

 

Un diverbio di non poco conto, in quanto Radaelli, nel suo progetto di riforma, condiviso dal ministro Franceschini, vorrebbe ottimizzare le delegazioni esistenti con una gestione all’insegna della digitalizzazione spinta, facendo prevalere i prodotti turistici italiani di punta attraverso l’uso sistematico di tutti i supporti digitali e con una dotazione di almeno 25 milioni di euro per far funzionare sia la macchina Enit che il “famoso” portale italia.it.

 

Dall’altra parte è lo stesso premier Matteo Renzi a ipotizzare invece una rivoluzione ben più consistente, prospettando il varo del binomio virtuoso Enit-ICE, snellendo così le sedi estere, non solo in termini di uffici e staff, e soprattutto inaugurando una strategia condivisa dall’agenzia per la promozione turistica e dagli istituti del commercio estero, all’insegna del “made in Italy” quale “ombrello” di un’unica azione promozionale.

 

I due progetti in dettaglio
Il progetto di riforma firmato Radaelli, nel dettaglio, prevede una pianta organica suddivisa in tre grandi aree operative: comunicazione, prodotti e business strategies e uffici di staff, col mantenimento delle sedi estere e personale assunto con contratto locale. Il piano di Renzi consiste invece in uno startup condiviso Enit-ICE, con un mix di azioni sia in Italia che all’estero, con partecipazioni a fiere non solo turistiche e iniziative legate all’Expo, e ancora accordi con la grande distribuzione organizzata per la diffusione di prodotti di medie aziende italiane, voucher alle imprese che si affidano a temporary manager per l’attività di internazionalizzazione e altre operazioni congiunte. Un piano che in base alla legge di Stabilità, potrebbe disporre di risorse per almeno 130 milioni nel 2015 e 50 milioni nel 2016.

 

La posizione di Radaelli
Il commissario Radaelli – che secondo indiscrezioni sarebbe molto deluso dall’attuale stallo di tutta la vicenda – insiste nel ribadire che la missione dell’Enit è quella di supportare il rilancio del turismo italiano, riprogettando la missione, le attività, l’organizzazione, curando la promozione all’estero dell’Italia, realizzando strategie promozionali di sostegno alle imprese per la commercializzazione dei prodotti turistici italiani, promuovendo il marchio Italia nel settore del turismo. Il tutto con l’ausilio del portale www.italia.it, che riparte da una sostanziosa riduzione dei costi gestionali, che per l’anno in corso non dovrebbero superare il milione di euro.

 

Ma su tutto c’è la spietata legge del calendario: siamo a metà gennaio e della “nuova” Enit nessuno sa ancora nulla. Lo stesso direttore generale, Andrea Babbi, confida in un rapido epilogo, ma non sa fornire date precise, mentre dal CdM proviene un assordante silenzio.

 

Nel frattempo tutti i delegati esteri dell’Enit sono rientrati in Italia e agiscono in quel limbo dell’ordinaria amministrazione che li obbliga a non prendere iniziative. E intanto il mondo del turismo e delle fiere corre alla velocità della luce.
www.enit.it

Andrea Lovelock

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