Giornale del 02 Dicembre 2014

Necci, Federalberghi Roma: «Innovare i modelli d’accoglienza»

OSPITALITA'

02-12-2014 NUMERO: Giornale Online

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Innovare e personalizzare l’accoglienza alberghiera a seconda della clientela internazionale che si presenta nel proprio albergo: questo il ‘must’ emerso dal corso di formazione tenutosi all’Hotel Savoy e promosso da Federalberghi Roma che ha visto coinvolti numerosi manager e proprietari d’albergo della Capitale.

 

«Siamo in una fase delicata del turismo organizzato – ha detto Roberto Necci, general manager del Savoy e responsabile della formazione per Federalberghi Roma – perché i grandi alberghi delle città a maggior attrazione turistico-ricettiva soffrono una pressione sul pricing che danneggia la marginalità e quindi la redditività; gli alberghi di altre zone stanno tentando una riqualificazione e sono assediati da una stagionalità troppo corta, una carenza di infrastrutture e da una concorrenza sleale degli abusivi».

 

«Poi ci sono le agenzie di viaggi tradizionali – ha proseguito Necci – che cercano di cambiar pelle, ma la scarsa tempestività rischia di far perdere contatto col mercato reale; ci sono infine le agenzie di viaggi online in balia di una “giungla” priva di regole certe e il tour operating che è destinato a super specializzarsi oppure a concentrarsi in pochi grandi gruppi. Di fronte a questo scenario dobbiamo comunque tenere acceso il faro sulla formazione continua del personale, che è poi la risorsa principali delle nostre imprese, siano alberghiere o di viaggio».

 

L’importanza della formazione
Da qui le attività formative organizzate da Federalberghi Roma, Serenissima Informatica e Nea Xenia Lab con un corso di formazione specialistica di approfondimento intitolato “Le leve del controllo per l’indirizzo dell’azienda alberghiera”. Il corso si è focalizzato su due momenti cruciali per l’incremento dei profitti dell’azienda alberghiera: cura della relazione con i clienti esterni e ottimizzazione operativa e sfruttamento dei trend socioeconomici.

 

A tal proposito, Guglielmo Del Fattore, fondatore del rogetto Nea Xenia Lab, ha toccato gli aspetti salienti del CRM (Customer Relationship Management) valutandone attentamente numeri e proiezioni. Dopo aver evidenziato che occorre concentrarsi su quelli che saranno i turisti del futuro e i mercati extraeuropei emergenti (Cina, India, Russia), Del Fattore è stato molto esplicito sull’attuale realtà: «Mentre aeroporti come quelli di Parigi e Berlino vantano fino a 40 voli settimanali da e per mercati importanti come Usa, Cina, Giappone e India, dall’aeroporto di Roma Fiumicino decolla un decimo di voli. Inoltre bisogna dirsi la verità: molti turisti si stanno lentamente stancando dell’Italia e dei suoi prodotti ormai stagionati, obsoleti e poco valorizzati. A questo si deve aggiungere la concorrenza di nuove mete, quali ad esempio Sudafrica e Singapore che registrano numeri di incoming mai visti prima. Singapore è una città-Stato nata più o meno 120 anni fa».

 

«Ci si chiede anche – ha aggiunto Del Fattore – come è possibile che l’attrazione europea maggiormente visitata sia Disneyland Paris®, con più di 40 milioni di visitatori l’anno? Tutto ciò significa solo una cosa: il viaggiatore è in rapida evoluzione e chiede più servizi, novità esclusive, eventi, divertimenti e meno attrazioni collaudate e stereotipate. In altre parole l’Italia per tornare a essere competitiva deve evolversi e versificarsi, anche nell’approccio al cliente. Da qui suggerimenti come l’allestimento di spettacoli, esibizioni, giochi di luci nei siti archeologici o nei punti d’interesse delle grandi città».

 

Se è vero che poi che da qui al 2050 i turisti che visiteranno l’Europa e l’Italia saranno sempre più cinesi e indonesiani, appare inevitabile studiare questi mercati e il loro modo di viaggiare.

www.federalberghiroma.it


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