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Cineturismo in Italia: il fattore Jep

ITALIA

29-01-2014 NUMERO: 2

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Roma Movie Walks 2013-14“Il viaggio che ci è dato è interamente immaginario”. Firmato, Céline. Con queste parole il regista Paolo Sorrentino apre “La grande bellezza”, vincitore del Golden Globe e ora candidato all’Oscar come Miglior Film Straniero. Una cartolina di Roma decadente, onirica, a tratti struggente e felliniana, che rievoca i fasti di “La Dolce Vita” e “Vacanze Romane”.


Dopo “To Rome with Love” di Woody Allen, e a pochi mesi dal successo a Venezia di “Sacro Gra”, torna di scena «la nostra Hollywood sul Tevere». Così la definiscono Giovanna Dubbini e Daniela Narici, autrici di Roma Movie Walks (Palombi Editori, 2013, 15 euro), prima guida turistica che propone “passeggiate cinematografiche” sulla falsariga dei movie tour di San Francisco, Londra, Parigi e Barcellona. «Da quasi 100 anni la nostra Capitale è un set a cielo aperto – ricorda Dubbini – Molti tour operator si sono adeguati studiando veri e propri itinerari ispirati al cineturismo». E le tappe non sono solo Via Veneto o Fontana di Trevi, dove è nell’aria ancora il ricordo di Anita Ekberg e del suo Marcello.


Tra le chicche, racchiuse nel capitolo “Time Break Cinema”, ci sono anche gli studios di Roma con l’esposizione permanente “Cinecittà si Mostra” e la storica Sartoria Farani, a Trastevere, dove sono custoditi un migliaio di costumi di scena, tra cui la giacchetta di lana di Totò in “Uccellacci e Uccellini” e gli abiti medievali di Roberto Benigni e Massimo Troisi in “Non ci resta che piangere”.

Il giro d’affari dei set
«Per ogni euro investito nella promozione, il territorio ne ottiene 32. E ogni settimana di lavoro sul set ha una ricaduta sull’indotto di 300mila euro», informano le autrici, citando studi di settore. Tra gli effetti positivi del cineturismo, Dubbini e Narici citano «lo sviluppo dell’incoming; il potenziamento del turismo responsabile, alternativo a quello di massa; la destagionalizzazione dei flussi; ma anche il giro di affari prodotto dalle troupe».


L’obiettivo della guida – che illustra tour sulle tappe di “Ladri di biciclette”, “Vacanze Romane”, “La Dolce Vita”, “Caro Diario”, “La Finestra di Fronte” e “Angeli e Demoni” – è «capitalizzare il valore del cineturismo offrendo spunti agli operatori di settore per creare prodotti innovativi, che diano valore aggiunto alle vacanze».


Selezionare sei film è costato sacrificio alle autrici. «Ne avremmo voluti inserire molti altri», ammette Dubbini. Per esempio? «“C’eravamo tanto amati”, “Roma città aperta” e “Mamma Roma”, ma anche le pellicole cult di Carlo Verdone: tutto materiale che resta nel cassetto in attesa di pubblicare “Roma Movie Walks 2”».


Nella seconda edizione non mancherà naturalmente “La grande bellezza”, con le “passeggiate” di Jep Gambardella, lo scrittore-giornalista “re dei mondani” interpretato da Toni Servillo. Ma il marketing turistico è già Jep-oriented. All’indomani dell’assegnazione del Golden Globe, HotelsClick.com invita a “Scoprire #Roma sulle tracce di #LaGrandeBellezza”, con uno sconto del 10% inserendo il codice Twitter10. Sempre con un tweet Cult Marche, consiglia “#LaGrandeBellezza della #regione #marche”. Già a maggio scorso, in concomitanza con l’uscita del film nelle sale, c’era chi ipotizzava un Sorrentino tour: “una gita grandiosa”, raccontata da Maria Laura Rodotà su Il Corriere della Sera. Un viaggio ipotetico “sulle orme notturne di Jep Gambardella, fra highlander da terrazza, passeggiate al Gianicolo e il Parco degli Acquedotti”.

Roberta Rianna

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